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comunicare a distanza

Se meeting e pranzi di lavoro sembrano ormai ricordi lontani, è pur vero che in questi mesi non abbiamo rinunciato a “vederci”, seppur virtualmente. Basti pensare che, soltanto nel mese di marzo, Microsoft Teams ha registrato un aumento del 775% del numero di chiamate e meeting. Mettendoci alla prova con queste nuove modalità di relazione a distanza, tutti noi ci siamo resi conto che mantenere una comunicazione efficace non è impossibile, ma neanche così semplice, né scontato.

Social distancing e smart working hanno posto le basi per un nuovo tipo di relazione e comunicazione con colleghi e clienti che combina elementi di virtualità e fisicità, una relazione relazione battezzata phygital. Infatti, se la relazione digitale ci ha accompagnato nel periodo di lockdown, è verosimile che alcuni aspetti di questo nuovo modo di rapportarci con le persone si consolideranno anche nel new normal. Naturalmente non tutte le realtà aziendali si troveranno di fronte ad un drastico cambiamento come in Twitter, dove è stato annunciato lo smart working per sempre, ma vale la pena osservare e comprendere come cambiano i pesi della comunicazione nella nuova relazione phygital, in modo da essere certi di comunicare in modo efficace e coinvolgente anche in un contesto dove la componente digitale resterà forte.

Chi comunica in videocall dovrà infatti in primo luogo tenere presente che il collega o il cliente dall’altra parte della webcam è sottoposto ad una quantità di stimoli nettamente superiore rispetto a quando la comunicazione avviene in una sala meeting.

La curva dell’attenzione, figura classica in comunicazione che rappresenta il livello di interesse di un uditorio alle parole del relatore, ci dice che dopo 20 minuti il livello di attenzione inizia a decrescere. Ma, in un contesto in cui il relatore è solo un frame fra tanti sullo schermo del computer e in cui la tentazione dello smartphone può facilmente passare inosservata, bisogna fare i conti anche con i famosi 8 secondi rilevati da Microsoft quale nuova soglia massima entro cui catturare l’attenzione del nostro interlocutore. Non solo, per gli stessi motivi è molto più complesso anche mantenerla: la distanza rende le distrazioni più numerose e più facilmente accessibili


Già esaminando la questione preliminare dell’attenzione, è evidente come la comunicazione a distanza, per essere efficace, ha bisogno di essere avviata e mantenuta tenendo presenti le specificità delle piattaforme digitali. Comprendere in che modo queste specificità incidono sui tradizionali processi di trasmissione dei messaggi può infatti essere la chiave per poter concludere un contratto, finalizzare un’assunzione o vendere un prodotto.

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